Natività della Beata Vergine Maria. L’omelia del Vescovo Gualtiero a Todi.

L'omelia del Vescovo Gualtiero di martedì 8 settembre, presso il Tempio di S. Maria della Consolazione a Todi, in occasione della celebrazione per la Natività della Beata Vergine Maria

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“Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle” (Ap 12,1): questo ritratto della Chiesa, interpretato dalla liturgia come figura di Maria, invita a immaginare, più che a descrivere, lo splendore di bellezza della Vergine di Nazaret nel giorno in cui con la sua nascita “nel mondo si è accesa una luce”. Come la Chiesa è assimilabile alla luna, che non brilla di luce propria, così Maria risplende di luce riflessa, quella del Figlio suo, “Sole di giustizia”. “Lasciando correre la fantasia”, come autorizza a fare Leone XIV citando San Tommaso da Villanova (cf. Opere complete VII, 266,8-9), è possibile delineare il profilo della Madre di Dio, “speranza e aurora di salvezza per il mondo intero”, compiendo un esercizio di immaginazione. 

La nascita di Maria, l’Immacolata, è per così dire la luna nuova apparsa, nella “pienezza del tempo”, all’orizzonte della storia. L’Annunciazione del Signore, per la Vergine di Nazaret, è il giorno della luna piena, quando l’ombra della notte si ritira all’appressarsi della luce del misterioso intreccio di grazia e libertà del Fiat. Con la nascita di Gesù a Betlemme è come se si verificasse, per la Madre di Dio, un’eclissi totale di luna. Il suo intervento a Cana di Galilea fa scoccare l’ora dei “segni”, una sorta di “novilunio pasquale”, destinato a culminare con la passione, morte, sepoltura e risurrezione di Gesù. L’Assunzione al cielo della Beata Vergine Maria è qualcosa di analogo a quanto si verifica in una eclissi totale del disco solare. Ella, come la luna, si pone davanti al sole, lasciando intravedere l’abbraccio di luce della “corona solare” del Figlio suo, che la stringe a sé prima di farla sedere alla sua destra. L’eclissi totale di sole, nel breve intervallo di tempo del suo massimo oscuramento, è accompagnata dal silenzio del canto degli uccelli; deve essere accaduta la stessa cosa il giorno dell’Assunzione di Maria: i discepoli sono rimasti senza parole e gli angeli a bocca aperta.

La celebrazione odierna è paragonabile a quella fascia di luce che colora il cielo appena sopra l’orizzonte prima del sorgere del sole. L’immagine dell’arco dell’aurora è adatta a rileggere la storia recente del nostro Paese, il cui cammino ha visto, l’8 settembre 1943, la fine dell’alleanza con la Germania nazista e l’annuncio dell’armistizio. In questo misterioso intreccio di date civili e religiose, Maria ha fatto la sua parte. Possa rinnovare il suo aiuto anche ai nostri giorni, in cui il mondo attraversa la “notte oscura” di un periodo turbolento. Una crescente animosità tra i popoli è evidente nei conflitti e nelle dispute internazionali, così come appare latente all’interno di singoli Stati, come dimostra l’acredine che caratterizza il dibattito politico e sociale.

Fratelli e sorelle carissimi, “Maria nasce, viene allattata e cresciuta – scrive Sant’Andrea di Creta – per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio”. Ella, che ha dato al mondo il “Principe della pace”, ottenga dal Figlio suo la grazia di concedere la pace ai nostri giorni e di donare alla Chiesa “unità e pace, secondo la sua volontà”.

+ Gualtiero Sigismondi