I Grest del territorio hanno riaperto le porte a tanti ragazzi

La testimonianza da San Terenziano

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Nelle scorse settimane i Grest del territorio della Diocesi hanno riaperto le porte a tanti bambini e ragazzi. Tra questi, ci sono quelli di Todi, Avigliano Umbro (che nella sua 19a edizione si svolge a Castel dell’Aquila, a causa dei lavori di ristrutturazione della ‘storica’ sede), San Terenziano e Orvieto. “A gonfie vele. Un’estate in viaggio con Ulisse” è il tema – proposto dall’Anspi – trattato sia nell’oratorio interparrocchiale di Avigliano Umbro che a Orvieto; “Sto con Gesù” e “Don Bosco ritorna nel nostro tempo” i temi scelti, rispettivamente, a Todi e a San Terenziano. Nel periodo delle vacanze scolastiche, i Grest sono un’opportunità unica per bambini, ragazzi e giovani di trascorrere del tempo insieme, imparare valori importanti, far emergere i propri talenti, servire e donarsi, crescendo, quindi, umanamente e spiritualmente. Quella che segue è l’esperienza del Grest di San Terenziano nelle parole di Giulia Camorani.

«Anche quest’anno, dopo mesi intensi di pastorale catechetica e familiare, nell’Unità pastorale di San Terenziano si è svolto il Grest, presso il teatro dell’oratorio “Don Leonello” a San Terenziano. L’iniziativa, avviata il 10 giugno, si è conclusa venerdì 28.

Sono state settimane ricche di gioia e allegria, al grido: “Don Bosco ritorna nel nostro tempo”, proprio nel cercare di rivivere, anche ai giorni nostri, così frenetici e veloci, la stessa cura e l’amore che san Giovanni Bosco metteva per i suoi ragazzi, che conosceva e amava personalmente, chiamava e conosceva per nome, dietro all’unico grande maestro, Gesù. Così, seguendo la sua vita e i suoi grandi sogni, abbiamo incontrato anche altri santi e venerabili che sono vissuti nel nostro territorio, vicino a noi, come san Gaspare del Bufalo e don Giovanni Merlini, da poco confermato per la beatificazione, e abbiamo capito come non servano grandi doti o talenti: il nostro cuore, a immagine e somiglianza di Dio, ha già in sé tutto ciò che serve per essere felici.

Questi santi, accomunati dal grande amore per il Signore e dall’affidarsi totalmente alla sua provvidenza, ci hanno insegnato che “nessuno si salva da solo”, che tutti abbiamo bisogno di amici e guide nel viaggio della vita, che dobbiamo scegliere con cura, senza farci ingannare dalla strada più facile e più larga perché “larga è la strada che porta alla perdizione”.

Abbiamo potuto apprendere sia grandi che bambini, animatori e ragazzi, tante arti, dalle bolle di sapone giganti ai nastri e le coreografie, canti e balli e ci siamo scoperti acrobati, giocolieri, clown, saltimbanchi e sbandieratori.

Per non dimenticare nemmeno i più piccoli e poveri abbiamo partecipato con gioia alla raccolta degli alimenti e in questi ultimi giorni altre fantastiche avventure ci attendono, sempre accolti dalla comunità con grande pazienza e generosità che, considerati i tempi, non è per niente scontata.

Arrivati alla conclusione, viene già la nostalgia di queste meravigliose giornate, ma rimane nel cuore di tutti, in primis di chi scrive, il grazie grande per questo enorme dono di vivere insieme, in comunione e condivisione, ed è vivo il desiderio che tale sogno di una vita non solo per noi non finisca qui, confinato in questi giorni, ma sia un passo deciso in avanti verso una sempre più coraggiosa avventura».

 

Anche altre parrocchie e zone pastorali stanno proponendo o proporranno questa significativa esperienza, della quale torneremo a parlare, più in dettaglio, nelle prossime settimane.