“Non sia turbato il vostro cuore” (Gv 14,1): Gesù rivolge queste parole ai suoi discepoli durante l’Ultima Cena, in un clima carico di tensione, che il Signore scioglie dicendo: “Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore” (Gv 14,2). Tommaso rompe il grande silenzio dei discepoli con una domanda: “Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?” (Gv 14,5). La risposta giunge immediata: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6). Cristo è la via per arrivare alla conoscenza della verità: “Guidami, Signore, nella verità e camminerò nella tua via” (cf. Sal 85,11). Egli è la via per giungere alla vita: “Mi hai fatto conoscere il sentiero della vita” (Sal 15,11).
“Io sono la via”: dicendo che Egli è la via, Gesù ci avverte che senza di Lui si smarrisce la strada, non si va da nessuna parte. San Carlo Acutis, nel corso della sua breve esistenza, “ha premuto l’acceleratore sull’autostrada per il cielo”, com’egli amava parlare dell’Eucaristia. “Davanti al sole ci si abbronza. Davanti all’Eucaristia si diventa santi!”, e aggiungeva: “La tristezza è lo sguardo rivolto verso sé stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio. La conversione non è altro che spostare lo sguardo dal basso verso l’Alto, basta un semplice movimento degli occhi”.
“Io sono la verità”: dicendo che Egli è la verità, intende farci capire che la verità è la “scuola primaria” della libertà. “La verità vi farà liberi” (Gv 8,32), assicura Gesù; la verità risplende nella parola di Dio, che è il “libro di testo” da leggere e sottolineare, studiare e approfondire. C’è una Bibbia a casa tua? E se c’è da che parte sta? È un libro sempre chiuso o lo apri ogni tanto? Perché non lo tieni sul comodino e scansi da un’altra parte il telefonino, mettendolo in modalità aereo? Perché non lo leggi con i genitori, ogni giorno, cominciando dai Vangeli?
“Io sono la vita”: dicendo che Egli è la vita, Gesù vuole avvertirci che senza di Lui si tira solo a campare. La sua vita donata è pane per noi; Egli, infatti, è “il pane della vita” (Gv 6,35.48), “il pane vivo, disceso dal cielo” (Gv 6,51). Il profumo di Cristo è paragonabile a quello del pane, che ogni domenica viene spezzato sull’altare. Mi ha molto colpito sapere che un ragazzo della nostra Diocesi, durante la pandemia ha confidato al suo parroco: “Una domenica senza Messa è come la carbonara senza uovo”. Ma tu, la domenica, ci vai a Messa con i tuoi genitori?
Papa Leone XIV, in un discorso rivolto ai ministranti, osserva che “fin dal primo giorno della sua esistenza la Chiesa ha celebrato la Messa, di domenica in domenica, per ricordarsi che cosa il suo Signore ha fatto per lei (…). Il cristiano non va a Messa per dovere, ma perché ne ha assolutamente bisogno (…). Quando vi avvicinate all’altare, tenete sempre presenti la grandezza e la santità di ciò che si celebra. La Messa è un momento di festa e di gioia (…), ma è, al tempo stesso, un momento serio, solenne, intriso di gravità. Possano il vostro atteggiamento, il vostro silenzio, la dignità del vostro servizio, la bellezza liturgica (…) introdurre nella grandezza sacra del Mistero”.
+ Gualtiero Sigismondi

