Nella Festa della Santa Famiglia di Nazaret rendiamo grazie a Dio per quanto ha operato durante l’Anno Santo, in cui come “pellegrini di speranza” abbiamo invocato la divina misericordia, battendo alla porta, da non lasciare mai deserta, della Casa paterna.
Gesù, Maria e Giuseppe, nella loro fuga in Egitto, sono simbolo e avanguardia dei “pellegrini di speranza”. Giuseppe, avvertito da un angelo del Signore, si alza nella notte e porta in salvo la Sposa e il Bambino (cf. Mt 2,13-18); la sua trepidazione non è fomentata dall’ansia, avversaria della speranza, ma è sostenuta dalla pazienza che è “fonte di speranza e di pace”. Nel viaggio di ritorno nella terra d’Israele è la prudenza, associata alla semplicità, a scortare i passi di Giuseppe, il quale non si ferma in Giudea, ove regna Archelao al posto di suo padre Erode, uomo crudele e sanguinario, ma si ritira in Galilea, nella città di Nazaret (cf. Mt 2,19-23).
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