Natale del Signore 2025, Messa del giorno – Omelia

“Per noi è nato nel tempo colui che era nel principio, Dio da Dio, luce da luce”. Questa antifona traduce quanto raccontano i Vangeli e cioè che “il Verbo si è fatto carne” (cf. Gv 1,14) nel grembo di una Donna, la Vergine Maria, a Betlemme di Giudea, “al tempo di Cesare Augusto, quando Quirinio era governatore della Siria” (cf. Lc 2,1-2). La nascita del Salvatore avviene dentro precise coordinate storiche e geografiche, nella “pienezza del tempo” (cf. Gal 4,4), all’interno di un piano sapiente preparato da tutta l’eternità da Dio, il quale “molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti” (Eb 1,1).

“Per noi è nato nel tempo colui che era nel principio, Dio da Dio, luce da luce”. Questa antifona traduce la gioia grande della Chiesa, la quale con il “Canto delle profezie” – un invitatorio conosciuto come “Regem venturum Dominum” – annuncia che “il Signore discende come la pioggia sul vello di lana”. “Come rugiada sull’erba – sottolinea la Liturgia delle ore – il Salvatore scenderà nel seno della Vergine Maria”. Sia il riferimento alla “pioggia sul vello di lana”, sia l’accenno alla “rugiada sull’erba”, “manna dell’aurora”, lasciano intendere che il Verbo di Dio è disceso sulla terra con la delicatezza di una goccia d’acqua fresca e la leggerezza di una “carezza di luce”.

“Per noi è nato nel tempo colui che era nel principio, Dio da Dio, luce da luce”. La nascita di Gesù, “adagiato in una mangiatoia” (cf. Lc 2,12), avviene nella disarmante semplicità di una stalla. “Dio non si serve di scenografie imponenti – osserva Papa Leone XIV –; non si mostra da lontano, ma si fa vicino; non resta in un punto inaccessibile del cielo, ma ci raggiunge nel cuore stesso della storia”. “Venire voluit qui potuit subvenire”: volle venire – scrive San Bernardo – Colui che si sarebbe potuto accontentare di aiutarci (In vigilia Nativitatis Domini, Sermo III,1).

“Per noi è nato nel tempo colui che era nel principio, Dio da Dio, luce da luce”. Questa antifona traduce nel linguaggio della preghiera quanto insegna la fede della Chiesa nella formulazione espressa a Nicea, 1700 anni fa, contro la falsa dottrina di Ario. I Padri conciliari del primo evento ecumenico della cristianità, fra i quali si distingue Sant’Atanasio, fedeli al monoteismo biblico e al realismo dell’Incarnazione, ribadiscono che “l’unico vero Dio si è fatto vicino e ci è venuto incontro in Gesù Cristo”. Egli non è un grande personaggio storico, un maestro sapiente, un profeta eccellente, ma è il Figlio di Dio, Signore della storia, “unico Salvatore del mondo”.

“Per noi è nato nel tempo colui che era nel principio, Dio da Dio, luce da luce”. Questa antifona accompagni il nostro sostare in silenzio davanti alla scena della natività. Accanto al “Vangelo domestico del presepe”, potente strumento di evangelizzazione ideato da San Francesco, c’è spazio per tutti, ma non c’è posto per chi non sa “fare silenzio”. Non perdiamo l’occasione di sintonizzarci sulle sue “frequenze”, imparando a cercarlo, ad ascoltarlo e a custodirlo con limpida gioia.

+ Gualtiero Sigismondi

Orvieto, Basilica Cattedrale
25-12-2025